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La fragola e i piccoli fruttiProduzioni agricole locali


Mercato anni ’60

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... E le lacrime di Venere caddero su Peveragno...
Fin dai tempi dell’antica Roma, la leggenda narra che, alla morte di Adone, Venere pianse copiose lacrime che, giunte sulla terra, si trasformarono in piccoli cuori rossi: "LE FRAGOLE!!!" In effetti, proprio in occasione dei festeggiamenti in onore di Adone, erano presenti sulle tavole dell’impero le leggendarie "fragrans".

Ma quando è arrivata la Fragola a Peveragno?
A memoria di tre generazioni la Fragola di montagna è sempre esistita come varietà autoctona con una polpa di colore rosso. Si hanno anche ricordi di una fragola bianca presente in qualche orto. Nel dopoguerra “Louis da Réssia”, soprannome di Macagno Luigi, fece il suo primo impianto di fragole a Peveragno con la varietà Madame Moutot importata dagli emigranti peveragnesi dalla vicina Francia. In seguito anche altri si inoltrarono in questa nuova avventura mettendo a dimora alcune piccole piante provenienti dall’impianto della famiglia Macagno, non comprendendo però all’inizio l’importanza di questa coltivazione e limitandosi per alcuni anni a farne un consumo prettamente familiare. Quando intesero che questo frutto poteva assicurare reddito, cominciarono a curarne la coltivazione, che era ovviamente molto diversa da ciò che avviene ai giorni nostri. A differenza di oggi, le piccole piante crescevano sulla terra nuda e lo stesso impianto durava più anni. Poiché non esistevano contenitori per la commercializzazione, analogamente a quanto accadeva per la vendita dei funghi finferli, queste venivano raccolte in contenitori di vimini che sistemati in una gerla, venivano successivamente commercializzate al mercato di Cuneo.
Da questo momento (anni ’50) in poi, la coltivazione si allargò a macchia d’olio dalla montagna alla pianura per arrivare ad un picco della produzione negli anni settanta e ottanta. Ovviamente si migliorarono i metodi di lavorazione e di raccolta raggiungendo un’elevata qualità organolettica del prodotto. Si abbandonò la storica Madame Moutot per coltivare la Gorella che aveva polpa più soda e qualità organolettiche migliori. In ordine temporale seguirono: la Regina, la Red Gaulet, la Dana, la Cesena e così via.
Le tipologie attuali prodotte e coltivate a Peveragno sono due: UNIFERE (85% del prodotto annuo) in maturazione da maggio a giugno; RIFIORENTI (15% del prodotto annuo) nel periodo luglio / ottobre.
Si evidenzia che le fragole Unifere in alcuni anni sono state caratterizzate nel post raccolto da intense gradazioni di colore, sostanzialità dovuti ai cambiamenti climatici nel periodo di fine maggio, inizio giugno; nelle fragole Rifiorenti la caratteristica da sottolineare è legata al clima in quanto posticipa la sua maturazione (in alcuni anni), in funzione del clima autunnale.

Download: Specchio delle produzione dell'ultimo decennio (pdf)

 
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