L’origine del nome del Comune

Le ipotesi riguardanti origine e derivazione del toponimo sono quattro; allo stato attuale della
documentazione non è possibile suffragare con certezza la veridicità di una di esse. Ecco elencate le
ipotesi:

a) da un immaginario Piper (anche se nei documenti riguardanti la Certosa di Pesio ricorre
spesso il nome Piperis)
b) dalla antica famiglia morozzese dei Pipa, proprietaria di vasti latifondi compresi nei terreni
di proprietà dei comuni di Morozzo, Chiusa Pesio e Cuneo
c) da Pipara, nome barbarico di Cornelia Saponina, moglie dell’imperatore Gallieno, la quale
molto probabilmente aderì o simpatizzò al Cristianesimo
d) dal nome gentilizio Papirius

 

EPOCA DI FONDAZIONE (primi nuclei abitativi)

Nel territorio attualmente appartenente al Comune di Peveragno si sono succeduti in tempi e località
diverse tre nuclei abitativi differenti.

a) Il Castelvecchio di Peveragno (Castrum vetelum). Nelle zone collinose dove attualmente è
localizzata la frazione di Montefallonio ci sono testimonianze archeologiche che permettono
di ipotizzare un primo momento di arroccamento nella metà del III sec. D.C.

b) Il Castello di Forfice. Situato nel territorio della frazione Madonna dei Boschi di Peveragno,
alcuni ruderi del castello sono ancora oggi visibili. Il nome dei Forfice compare per la prima
volta in un documento del 1151.

c) Il Castello e la Villa di Peveragno. A valle del castello di Forfice e contemporaneamente al
suo declino come centro abitato, nella seconda metà del XIII sec. Incominciano a svilupparsi
il Castello e la Villa di Peveragno. Il nome del nuovo villaggio compare per la prima volta in
un rogito notarile datato 25 settembre 1299.

I primi Statuti redatti relativi al nuovo Comune di Peveragno sono stati inviati al Marchese Teodoro
II di Monferrato nel 1384. Il paese aveva all’incirca un secolo di vita. Gli Statuti furono approvati
dal Marchese nell’arco dello stesso anno ed in seguito subirono svariate modifiche. Una copia degli
Statuti originali è conservata nell’Archivio di Stato di Torino e presso la Biblioteca Comunale.