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Servizi ComunaliCasa di Riposo

Tel. 0171-38.30.16
Fax 0171-38.35.50

e-mail: casa.peirone@alice.it
peccomune.peveragno@legalmail.it

Responsabile del servizio
Dutto Germana

Orario
Martedì dalle ore 9.30 alle ore 13.00
Giovedì dalle ore 9.30 alle ore 13.00

Direttore di comunità
Macagno Enrica

Orario
Lunedì dalle ore 14.00 alle ore 20.00
Dal martedì al giovedì dalle ore 8.00 alle ore 14.00
Venerdì dalle ore 14.00 alle ore 20.00

Direttore sanitario
Milano Dott. Giovanni
 

LA CASA DI RIPOSO "DON G. PEIRONE"
La Casa di Riposo "don Giacomo Peirone" è quanto rimane nel nostro Comune dell’encomiabile opera di assistenza ai poveri, svolta dalla Congregazione di Carità, ora scomparsa, ma che vantava una storia assai lunga ed interessante.
In breve si può affermare che a Peveragno esistevano, fin quasi dalla sua fondazione, le "confratrie" o "confrerie", società laiche di mutuo soccorso, anche se dedicate allo Spirito Santo, di cui celebravano la festa a Pentecoste. Esse possedevano dei beni e la “Casa della Confratria” che - durante i festeggiamenti - diventava il centro di una intensa attività tesa a rinsaldare i vincoli di coesione tra i soci.
Secondo il Vescovo Scarampi, il 19 febbraio 1583 esistevano nelle due Parrocchie sette confratrie: quattro nella Parrocchia di Santa Maria e cioè del Paschero, della Paschetta, del Bial, di San Domenico e tre nella Parrocchia di San Giovanni e cioè del Ricetto, di Barac, di Ancisa.
Sia Monsignor Scarampi, sia i suoi successori Castrucci, Ripa, Beggiamo, Trucchi …. cercarono di porle sotto il controllo ecclesiastico, senza riuscirvi perché le confratrie rivendicarono sempre la loro indipendenza attraverso un atteggiamento passivo o di vero e proprio sabotaggio degli inviti ed ordini vescovili.
Chi modificò completamente la situazione fu Vittorio Amedeo II, il quale emanò nel 1717 e, precisamente il 19 Maggio, un editto che soppresse tutte le confratrie e fece confluire i loro beni nelle "Congregazioni di Carità".
Nel nostro Comune il nuovo Ente entrò in funzione nel 1721, anche se alcuni documenti lo anticipano di due anni.
Un fascicolo della cartella “Culto”, conservato nell’archivio comunale e datato Marzo 1722, riporta i beni che furono ceduti alla Congregazione Peveragnese in seguito all’ordine di Sua Maestà.
Se la Congregazione era già ricca e potente nel Settecento, fu nel secolo seguente che aumentò il suo peso nella vita peveragnese, in seguito a numerose donazioni che le permisero di diversificare la sua attività.
Successivamente, per disposizione testamentaria del 19/10/1831 del Conte Francesco Giordana di Clans fu costruita in forza alle Regie Patenti del 28/10/1934 come Ospedale di Carità. L’Ospedale fu fondato come Istituto di beneficenza il cui scopo era dar ricovero, assistenza e mantenimento ai poveri infermi, originari ed abitanti con domicilio legale nel Comune, i quali fossero affetti da malattie croniche ed incurabili (posti letto 14). Il 18/10/1888 fu fondato, all’interno dell’Ospedale, l’Ospizio Peyrone che traeva origine dalla carità e beneficenza del fu reverendo Don Giacomo Peyrone, priore e parroco a Valle Pesio, riconosciuto come Istituto di Assistenza e Beneficenza, con Regie Patenti in data 18/10/1889. Scopo dell’Ente era il ricovero e mantenimento dei poveri, vecchi cronici di ambo i sessi ed inabili al lavoro in Peveragno (posti letto 33).
In seguito alla soppressione delle congregazioni di carità, tali istituti divennero enti comunali di assistenza.
Negli anni tra il 1977 e il 1981, la Regione individuó le IPAB che sono da porre in liquidazione ed estinzione, tra queste furono compresi l’Ospizio Don Peyrone e l’Ospedale di Carità.
Il trasferimento al Comune dei due Enti fu assai laborioso. Il 23/04/1982 la Giunta Comunale confermó la volontà politica di esprimere parere favorevole all’estinzione delle IPAB di Peveragno e di accettare il trasferimento al Comune di tutti i beni, del personale, ecc.
Solo nel 1985 si ebbe il trasferimento definitivo al Comune

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